giovedì 17 settembre 2015

Italia più Giappone diviso due = ? - Ryuta Naruse

TITOLO: Italia più Giappone diviso due = ?
AUTORE: Ryuta Naruse
EDIZIONE: Studio Naruse
PREZZO: 9,90 €
PAGINE: 120


IL MIO PARERE: Fin da quando ho iniziato a leggere manga e guardare anime, circa nel 2008, ho iniziato ad interessarmi anche alla cultura giapponese, che mi ha sempre affascinato molto.
Non mi sono mai davvero fermata, però, a chiedermi come i giapponesi vedono noi italiani!
Ecco poi che trovo, tra i libri del mio compagno, "Italia più giappone diviso due = ?", una sorta di saggio scritto da un giapponese che, ormai da un paio d'anni, viveva in Italia.
La copertina non è accattivante, ma all'interno questo libriccino si presenta bene: ha tutti mini paragrafi e qualche vignetta di tanto in tanto; la scrittura, invece, è molto scorrevole: potete tranquillamente iniziarlo e finirlo entro un paio d'ore.
La prima parte è stata quella che mi ha divertito di più, specie il modo in cui affettuosamente l'autore ci ha definiti, con una parola, "Tekitou", un termine che - ci spiega - da loro significa "irresponsabile, impreciso, superficiale, leggero". Certo, a leggerlo così pare una brutta impressione, ma non preoccupatevi: Ryuta Naruse spiegherà poco dopo cosa intende con qualche esempio pratico e, vi assicuro, il tutto non è offensivo come sembra in un primo momento, anzi: ha proprio ragione!
Ho scoperto alcune diversità tra noi e i giapponesi che ancora non conoscevo, alcune delle quali mi hanno lasciato un po' di sasso: ma davvero Goldrake, che qui è o comunque è stato famosissimo (mio fratello aveva addirittura il robot gigante con luci e suoni!), in Giappone non è famoso?
Molto divertente anche la parte in cui vengono elencate le principali domande che gli italiani, quando lo conoscono, gli fanno: confesso che un paio di queste domande gliele avrei poste anch'io!
Più avanti, già verso fine libro, ha iniziato a piacermi un po' meno: in alcuni passaggi l'autore sembrava descrivere più il tipico stereotipo italiano che tanti italiani che, nel corso di due interi anni passati qui, potrebbe aver conosciuto.
Per esempio un ipotetico italiano "caciarone" che, durante le foto di gruppo molto posate giapponesi, ridacchia e fa le corna in testa agli altri. Ha conosciuto solo adolescenti, forse? Ma dai!
Oppure l'italiano maleducato che al supermercato a volte, per pigrizia, ripone un oggetto che non vuole più nel reparto sbagliato: posso assicurarlo a Ryuta Naruse- san: è un atteggiamento che infastidisce anche me, italiana al 100%!
Lasciando da parte questo lieve fastidio per gli stereotipi, però, riconosco che comunque questo genere di cose possano lasciare molto colpito un giapponese: noi siamo italiani tra gli italiani e vediamo questo genere di cose ogni giorno, ma qualcuno che viene da fuori noterà molto di più cose a cui noi, per abitudine, non facciamo neanche caso.
Nel complesso, è stato interessante leggere cosa di noi colpisce - in positivo o in negativo - un giapponese in terra italiana e scoprire, tramite l'elenco di tante diversità, alcune nozioni di cultura giapponese.
Dopo aver letto questo libro, non posso che desiderare un bagno alla giapponese (ma con riscaldamento: come faranno loro senza i termosifoni?!), e magari un bel kotatsu (che già conoscevo, ma ora ho ancora più voglia di averne uno).
In fondo al libro, tanto per gradire, tre ricette, tra cui la base di riso per fare il sushi.


VOTO: 3/5

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