domenica 22 febbraio 2015

Tredici - Jay Asher

TITOLO: Tredici
AUTORE: Jay Asher
EDIZIONE: Mondadori

PREZZO:10€
PAGINE: 246

TRAMA: Clay torna da scuola e fuori dalla porta trova ad aspettarlo una pessima sorpresa: sette audiocassette numerate con dello smalto blu. Ascoltandole, scopre che a registrarle è stata Hannah, la ragazza per cui si è preso una cotta. La stessa ragazza che si è suicidata due settimane prima. Quelle cassette sono il suo modo per avere l'ultima parola sulle vicende che, secondo lei, l'hanno portata alla morte: facendole scorrere, Clay scopre che il destinatario del pacchetto deve ascoltarle e poi passarle al successivo di una lista. Nelle cassette, 13 storie: ognuna legata a una persona che ha dato ad Hannah una ragione per togliersi la vita. Seppur sconvolto, non può resistere alla tentazione di esplorare a fondo la storia che lo riguarda e, guidato dalla voce di lei, visiterà i luoghi che lei vuole mostrargli, finché non gli rimarrà altro da ascoltare... 

IL MIO PARERE: La trama, come potrete notare, è senza dubbio stuzzicante, in più me l'hanno consigliato un paio di persone proprio qui sul blog, su un intervento del Recommendation Monday, perciò ho approfittato del mio sconto sulla tessera per comprarlo a soli cinque euro.
Partiamo dallo stile narrativo: l'ho trovato molto essenziale, fatto di frasi brevi e senza descrizioni particolari, il che può anche essere un punto a favore perché aiuta a mantenere alta l'attenzione e a leggere velocemente, avvicinandosi sempre di più alla fine, per scoprire l'epilogo della storia.
Tutto il testo consiste in una sorta di botta e risposta, ovvero ciò che racconta Hannah sul nastro (parti scritte in corsivo) e le risposte che Clay fornisce ogni tanto nella sua mente a ciò che ascolta, a volte rivolgendosi direttamente ad Hannah in seconda persona, come se lei fosse lì ad ascoltarlo.

Certe volte le due "voci" si alterano con una certa velocità, facendo un effetto intermittenza che mi ha infastidito un pochino.
Non troppo ben scritto, insomma, ma neanche malaccio, e sicuramente incalzante perché non ci si pianta su descrizioni lunghe e prolisse: in questo genere di libro, sarebbero servite a poco.
Veniamo ora alla vicenda in sé.
Hannah ha inciso sette audiocassette, di cui l'ultima ha traccia solo da un lato, per un totale di tredici storie sulle persone che hanno tracciato dei passaggi secondo lei fondamentali nella sua vita e nella sua scelta di lasciarsi il mondo alle spalle.
Ogni destinatario riceve anche una cartina della città con alcune stelle rosse a segnalare alcune zone che Hannah nomina durante il suo racconto.
Tutto chiaro, giusto? Non si può che pensare che prometta bene e che arriveremo a scoprire quale macabra verità ha portato Hannah alla triste decisione di suicidarsi.
Il problema, in realtà, è che non c'è nessuna macabra verità, oquantomeno: qualcosa sì, ma niente collegato davvero alla sua morte!
Vi faccio una domanda: vi è mai capitato, quando eravate adolescenti e quindi magari un po' superficiali, di ferire qualcuno, anche senza volerlo? Se dite di no, probabilmente state mentendo. Just Sayin'.
Ad ogni modo, è proprio questo il punto: non vi racconterò perché le persone finiscono sulle cassette, ma vi dico solo come e perché ci finisce uno di loro, giusto per farvi capire. Pronti a scoprirlo?
Perché in prima liceo, quindi a quattordici anni, ha votato Hannah come la ragazza col sedere più bello della scuola.
Capisco che la ragazza non lo prendesse come complimento, arrivo anche a capire che si sentisse un po' molestata perché la gente in questo modo ha iniziato a fissare l'attenzione sul suo didietro, però dai: sei seria ragazza mia? Davvero hai mandato delle cassette post mortem ad un ragazzo che, da adolescente, quando quindi fondamentalmente ragionava con le parti basse, ti ha votato come la ragazza col sedere più bello del liceo?
Questo tizio avrà i sensi di colpa a vita per una ragazzata. E alcuni altri nominati anche.
Questa cosa mi ha messo tantissima rabbia. Hannah ha fatto ripercorrere a Clay e a tutti gli altri nominati nella sua lista alcune tappe della sua vita che per lei sono state importanti, ma nessuna c'entra davvero con la sua morte.
Ha elencato solo frammenti della sua esistenza, persone con colpe stupide e con colpe più gravi, ma in nessuna di queste cose, né nella combinazione del tutto, sono riuscita ad avere la sensazione che si spiegasse il suo gesto estremo.
L'unico modo in cui riesco a spiegare la morte di Hannah, è una forte depressione preesistente che alcuni eventi più o meno "forti" hanno contribuito ad accentuare.
Mi ha fatto rabbia anche il fatto che accusasse gli altri, ma nei nastri non puntasse mai il dito su se stessa: spesso non cercava neanche di risolvere i problemi che gli altri le avevano causato, né afferrava la mano tesa di Clay che voleva aiutarla e capirla meglio.
Si è arresa e ha usato gli altri come capro espiatorio, persone che non saranno mai più le stesse dopo aver ricevuto quei nastri inquietanti!
Non sono una psicologa, ci mancherebbe altro, il suicidio è un tema delicatissimo e sono molteplici i motivi che possono spingere una persona a compiere questo gesto, però non mi è piaciuto il modo in cui è stata affrontata la tematica.
La mappa con i punti contrassegnati, poi, pare più un'uscita di scena con stile. Non serve a niente che una persona si diriga nei vari posti che hanno calcato l'esistenza di Hannah per come ha impostato lei la sua storia.
La questione ha un che di esibizionista, e la ragazza a giudicare dalle sue storie non lo è mai stata in vita, tanto che piuttosto che farsi aiutare cercava di tenere un basso profilo.
Non sono sicura di consigliarvelo... l'idea c'è ed è veramente interessante, ma sfruttata non troppo bene. Peccato.

VOTO: 3/5, ma più per l'originalità e la scorrevolezza che per la storia in sé.

6 commenti:

  1. Questo libro per me è stata una tremenda delusione, Hannah mi ha fatto girare le scatole per tutta la storia.. un tema tanto importante trattato in modo così superficiale, che tristezza!

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  2. Peccato, a me era piaciuto tantissimo.

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  3. Concordo su quello che hai detto e sono i motivi per cui mi fermo a carino! Se non fosse che purtroppo si sentono un sacco di casi di suicidi tra giovani per i più futili motivi penserei sia quasi inverosimile... Dai un'occhiata anche a "Perdonami, Leonard Peacock" di Matthew Quick...L'ho letto subito dopo questo e mi è piaciuto molto di più :)

    Agnese

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    Risposte
    1. Mi informerò, grazie!
      Ti do assolutamente ragione, la storia è più che verosimile, però è stato ugualmente frustrante! Ha dato la colpa agli altri, ma penso Hannah avrebbe dovuto ogni tanto puntare il dito verso se stessa.

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  4. Ciao, bella recensione, anche se abbiamo pareri diversi c:
    Io l'ho trovato un libro molto forte e al contempo molto bello ed era da tantissimo tempo nella mia Wish List, quindi sono contenta di essere finalmente riuscita a leggerlo *-*
    Non mi è dispiaciuta la crudezza di alcune scene, che ritengo sia stata necessaria a far capire tutti i sentimenti e la disperazione che ha portato Hannah a quel gesto, ma allo stesso tempo ho apprezzato il fatto che la sua voce narrante non cadesse mai nel patetico o nel banale.
    Se ti interessa leggere la mia recensione la trovi qui :3 .
    Un salutone,
    Rainy

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  5. Ho finito di leggerlo ieri sera, letto tutto d'un fiato in un giorno (infatti tra i lati positivi c'è sicuramente la scorrevolezza) e l'avevo preso dalla bibioteca perché ricordavo che lo avevi letto tu :) Non sono pienamente d'accordo con la tua recensione soprattutto dove minimizzi il fatto del sondaggio sul culo più bello. Secondo me serve a far capire che quello che facciamo, soprattutto da ragazzi, con la scusa dello scherzo, può avere ripercussioni inimmaginabili, anche una semplice lista (tra l'altro lei era la prima!).

    ps: aumentano sempre di più i libri che leggo perché li hai recensiti tu, sia in positivo che in negativo!!!! :D

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